Risposta breve (TL;DR). Durante un terremoto la regola internazionale validata da USGS, FEMA, Protezione Civile italiana, Croce Rossa e Earthquake Country Alliance è DROP, COVER, HOLD ON: gettati a terra (drop), riparati sotto un tavolo robusto coprendoti la testa (cover), e tieni stretto il riparo finché le scosse non finiscono (hold on). Non correre verso le porte, non scendere le scale, non usare l’ascensore, non saltare dalle finestre. La vecchia raccomandazione italiana di “ripararsi sotto l’architrave della porta” è superata per le abitazioni in cemento armato e va abbandonata. Il “triangolo della vita” di Doug Copp è un mito screditato da tutte le agenzie ufficiali. In Italia, in un terremoto, la stragrande maggioranza delle ferite arriva da mobili che cadono, intonaci che si staccano, oggetti che volano — non da crolli strutturali. Le decisioni che contano si prendono in 10–30 secondi.
L’Italia è uno dei Paesi sismicamente più attivi d’Europa: oltre 25.000 terremoti registrati ogni anno da INGV (la maggior parte sotto la soglia di percezione), e una media di 300–400 eventi all’anno percepibili. Eventi distruttivi maggiori (M ≥ 6.0): in media uno ogni 5–10 anni. Solo negli ultimi 20 anni: L’Aquila 2009 (309 morti), Emilia 2012 (28 morti), Centro Italia 2016-17 (303 morti tra Amatrice, Norcia, Visso). Negli stessi anni: centinaia di sequenze sismiche minori in Sicilia, Calabria, Friuli, Marche, Umbria.
Eppure, in Italia, l’educazione sismica è disastrosa: nessun manuale distribuito casa per casa, nessuna esercitazione regolare nelle scuole come in Giappone, e una raccomandazione classica (“mettiti sotto la porta”) che era buona per le case in muratura del 1950 ma è pericolosa per le case moderne.
In questa guida trovi cosa fare secondo per secondo nelle prime 2 ore di un terremoto: in 6 scenari diversi, i 3 miti italiani da abbandonare, il piano famiglia che dovresti avere fatto ieri, e il kit di pronto intervento.
La regola universale: DROP, COVER, HOLD ON
È la raccomandazione standardizzata da USGS, FEMA, Earthquake Country Alliance, Cabinet Office giapponese, Protezione Civile italiana (DPC), Croce Rossa Internazionale. È stata sottoposta a decine di studi epidemiologici post-evento (Northridge 1994, Kobe 1995, L’Aquila 2009, Tohoku 2011, Centro Italia 2016, Turchia-Siria 2023): chi la applica si ferisce meno.
DROP — Gettati a terra subito
Le scosse forti rendono impossibile camminare (non in metafora: la gravità ondulatoria letteralmente ti butta giù). Cadere accidentalmente è la prima causa di ferite minori. Buttarti a terra prima di cadere ti permette di restare in controllo: ti metti carponi, su mani e ginocchia.
COVER — Riparati sotto un tavolo, copri la testa
Cerca un tavolo robusto (cucina, scrivania) e infilati sotto, rivolto verso una gamba del tavolo, mai verso lo spigolo. Se non c’è tavolo raggiungibile in 2 secondi, resta dove sei e copri testa e collo con braccia e mani intrecciate. Non sprecare tempo a spostarti per cercare un riparo lontano: ogni metro di spostamento durante le scosse è un rischio.
HOLD ON — Tieni stretto il riparo
Le scosse possono spostare il tavolo per terra. Tienilo per una gamba e spostati con lui. Resta in posizione finché le scosse non finiscono e poi ancora 10 secondi (le repliche immediate possono iniziare subito).
Da ricordare: DROP-COVER-HOLD ON va eseguita nei primi 3–5 secondi. Più aspetti, più diminuisce l’efficacia. Le scosse forti durano in media 15–40 secondi nei terremoti distruttivi italiani.
I 3 miti italiani da abbandonare (lo dicono USGS, INGV, Protezione Civile)
Mito #1 — “Mettiti sotto la porta / sotto l’architrave”
Origine: vecchia raccomandazione italiana basata sulle case in muratura portante anni ’40-’60, in cui i vani porta erano effettivamente la parte strutturalmente più solida.
Perché è obsoleta: nelle case moderne in cemento armato (la maggioranza in Italia dagli anni ’70), i vani porta non sono più strutturalmente speciali. In aggiunta:
- La porta può sbattere violentemente durante le scosse e schiacciarti dita o testa
- Il vano è uno spazio stretto che non protegge da oggetti che cadono lateralmente
- Sei in piedi, in posizione instabile (rischio caduta alta)
Cosa dire al posto: drop-cover-hold on sotto un tavolo robusto.
Mito #2 — “Triangolo della vita” di Doug Copp
Origine: una teoria diffusa nei primi 2000 da Doug Copp, ingegnere autodichiarato, secondo cui durante un terremoto bisognerebbe mettersi accanto a mobili pesanti (non sotto), perché in caso di crollo del soffitto si forma un “triangolo di vuoto” che salva.
Perché è screditata: tutte le agenzie ufficiali (FEMA, USGS, Croce Rossa Americana, Earthquake Country Alliance, INGV) hanno smentito pubblicamente la teoria. Le analisi post-Northridge e post-Kobe hanno mostrato che chi si è messo “accanto” è morto schiacciato da mobili che cadevano. Inoltre Doug Copp è stato condannato per frode negli USA nel 2009 (caso ARTI, fondi pubblici post-11 settembre).
Cosa dire al posto: drop-cover-hold on. Sotto il tavolo, non accanto.
Mito #3 — “Corri fuori subito, lontano dagli edifici”
Origine: istinto naturale + cultura cinematografica.
Perché è pericoloso: durante le scosse, le strade e i cortili antistanti agli edifici sono il luogo più pericoloso in città. Cadono: comignoli, balconi, cornicioni, intonaci, vasi, condizionatori, antenne, tegole, vetri di finestre. La maggior parte dei feriti per oggetti dall’alto è all’aperto, non all’interno. In Italia, nel terremoto di L’Aquila 2009, diverse vittime sono morte uscendo, non restando dentro.
Cosa dire al posto: resta dentro durante le scosse. Esci dopo, in modo ordinato.
Cosa fare SECONDO PER SECONDO
Secondo 0–3 — La scossa inizia
- DROP: a terra, carponi
- Se sei in piedi, non cercare di rimanere in piedi: cadrai. Vai giù tu in controllo
Secondo 3–10 — Cerca riparo
- COVER: sotto un tavolo robusto, copri la testa
- Se non c’è tavolo in 2 secondi: resta dove sei, in un muro portante interno (non perimetrale), copri testa e collo
- NON correre, NON andare in cucina (oggetti pericolosi), NON andare verso porte o finestre
Secondo 10–40 — Aspetta che finisca
- HOLD ON: tieni stretto il riparo
- Le scosse forti italiane durano 15–40 secondi tipicamente. Sembrano interminabili: è normale
- NON guardare le pareti (intonaco, quadri, mensole che cadono): tieni testa bassa
- Se sei con bambini, proteggili sotto di te
Secondo 40–60 — Le scosse rallentano
- Resta in posizione per altri 10 secondi: le repliche immediate possono partire subito
- Conta mentalmente: 10, 9, 8…
Minuto 1–3 — Esci dal riparo
- Alzati lentamente, controlla intorno
- Indossa scarpe robuste prima di muovere un passo (pavimento pieno di vetri, ceramica, schegge)
- Spegni il fornello e l’acqua se erano accesi
- Non accendere fiammiferi, accendini, candele finché non sei certo che non ci siano perdite di gas
- Controlla i familiari rapidamente
Minuto 3–10 — Decidi se restare o uscire
Resta in casa se:
- L’edificio appare integro
- Non senti odore di gas
- Non vedi crepe profonde nei muri portanti
- Non senti cigolii sospetti
Esci se:
- Vedi crepe a “X” sui muri portanti (segno di danno strutturale)
- Senti odore di gas persistente
- Vedi distorsioni nelle porte o finestre (significa che la struttura si è spostata)
- Senti l’edificio cigolare in modo anomalo
- Sei al piano terra di un edificio già pre-esistentemente danneggiato
Minuto 10–60 — Se esci
- Usa le scale, MAI l’ascensore (anche se sembrano funzionare: rischio guasto da scossa di assestamento)
- Allontanati dall’edificio di almeno l’altezza dell’edificio stesso (regola “1H”: se vivi al 4° piano, allontanati di 12 metri)
- Cerca un’area aperta: piazza, parco, campo, parcheggio lontano da edifici e cavalcavia
- Porta con te il kit di pronto intervento (vedi sezione dedicata)
- NON tornare dentro finché non lo dichiarano sicuro tecnici/Vigili del Fuoco
Cosa fare in 6 scenari diversi
1. Sei in casa, in cucina o salotto
- DROP-COVER-HOLD ON sotto tavolo robusto della cucina o tavolo del salotto
- Allontanati da: piano cottura (gas), forno, frigorifero, pensili (cadono cose)
- Se hai un’isola cucina pesante, mettiti accanto dal lato interno, non sotto pensili sospesi
- Resta fino alla fine delle scosse, anche se hai paura
2. Sei in camera da letto (specialmente di notte)
- Se sei già a letto: resta a letto, copri la testa con il cuscino
- NON correre nel buio: rischio caduta su vetri, mobili, scale
- Se accanto al letto c’è una libreria o un grosso mobile: rotola via verso il lato opposto
- Se hai paura del soffitto/lampadario: spostati al margine del letto e copri la testa
Setup notturno consigliato: scarpe robuste sotto il letto, torcia frontale sul comodino con batteria carica, occhiali (se ne porti) sul comodino, una bottiglia d’acqua. Senza questi, alzarsi nel buio in mezzo a un terremoto è pericoloso.
3. Sei in bagno
- Resta in bagno: i vani sanitari hanno spesso muri portanti più vicini
- Coprifi sotto una vasca o accanto a un muro interno
- Allontanati dallo specchio (vola in mille pezzi)
4. Sei in auto (in città o autostrada)
- Rallenta e fermati gradualmente
- Cerca uno spazio aperto: lontano da ponti, cavalcavia, sottopassi, edifici alti, alberi grandi, cartelloni, pali della luce
- Rimani in auto con cintura allacciata
- Non scendere fino a quando le scosse non sono finite
- Quando riparti, procedi piano e con attenzione alle strade danneggiate
5. Sei al lavoro (ufficio, capannone, fabbrica)
- DROP-COVER-HOLD ON sotto la scrivania o un tavolo robusto
- Allontanati da finestre, vetrate, schermi grandi, librerie
- NON usare l’ascensore per evacuare
- Segui il piano di evacuazione aziendale, NON la tua intuizione
- In capannone industriale con tetto in lamiera: uscire se possibile farlo in sicurezza, allontanarsi al di fuori dell’altezza dell’edificio
6. Sei con bambini
Prima della scossa (preparazione):
- Insegna ai bambini la regola DROP-COVER-HOLD ON come un gioco (“la danza del terremoto”)
- Identificate insieme 3 posti sicuri in casa
- Esercitatevi 2 volte all’anno
- Spiegate che NON devono cercare voi durante la scossa: devono mettersi sotto il tavolo più vicino, poi i genitori andranno a prenderli
Durante la scossa:
- DROP-COVER-HOLD ON: copri il bambino con il tuo corpo se è piccolo
- Se è un altro adulto a coprirlo, tu fai DROP-COVER-HOLD ON dove sei
- NON correre in un’altra stanza per recuperare il bambino: rischi di farti male tu e di non essergli utile
Dopo la scossa:
- Calma, prima di tutto. I bambini leggono dal tuo viso
- Cerca tutti i bambini di casa, conta
- Se possibile, gioco di gruppo: fai svolgere ai bambini un piccolo compito (porta il kit, prendi la torcia) per gestire lo shock
Il piano famiglia che dovresti aver fatto ieri
Da fare in 30 minuti, salva ore di confusione in caso di terremoto.
1. Identifica 3 posti sicuri in casa
- Un tavolo robusto in cucina o salotto
- Un muro portante interno (non perimetrale)
- Uno spazio dove c’è meno rischio di oggetti che cadono
2. Identifica i 3 posti pericolosi
- Sotto lampadari pesanti
- Vicino a librerie, vetrine, pensili pieni
- Vicino a finestre, vetrate, lucernari
3. Crea il “punto di ritrovo esterno”
- Una piazza, un parco, un parcheggio aperto entro 100 metri da casa
- Tutti i membri della famiglia lo conoscono
- Punto di backup in caso il primo sia inaccessibile
4. Identifica un “contatto fuori area”
- Un parente o amico in un’altra regione, a cui tutti chiamano per dare notizie. Le linee locali saturano, quelle interregionali spesso reggono
- Tutti hanno il suo numero anche in versione cartacea
5. Fai una lista di chi prende cosa
- Chi prende il kit emergenza?
- Chi prende il cane?
- Chi controlla che bambini/anziani siano scesi?
- Scritto su carta, attaccato al frigo
6. Esercitazione 2 volte all’anno
- Una volta in primavera, una in autunno
- 10 minuti, durante cena di domenica
- “Fingiamo che ci sia una scossa adesso. Dove andate?”
Kit di pronto intervento per terremoto (versione ridotta)
Da tenere accessibile in meno di 30 secondi, vicino alla porta d’ingresso o in un armadio del corridoio:
- Casco da bici o lavoro (1 a persona) — riduce mortalità da trauma cranico
- Frontale LED + batterie già caricate
- Torcia tattica supplementare + batterie
- Fischietto (1 a persona)
- Scarpe robuste già allacciate
- Guanti da lavoro robusti
- Mascherine FFP2 (polvere di intonaco è abbondante post-terremoto)
- Pronto soccorso base (cerotti, garze, disinfettante, pinzette, antidolorifico)
- Acqua 1,5 L per persona (bottiglie chiuse)
- Barrette energetiche (3 a persona, scadenza lunga)
- Telefono carico + power bank ricaricato
- Radio FM/DAB a pile o manovella
- Coperta termica (1 a persona)
- Copie cartacee documenti (CI, tessera sanitaria, polizza)
- Contanti 100-200 € in tagli piccoli
- Lista numeri di emergenza scritta a mano (a memoria non te li ricordi sotto shock)
Per il kit completo 72 ore vedi la guida pilastro dedicata.
Cosa fare DOPO il terremoto
Prima ora
- Allontanati dall’edificio se sospetti danno strutturale
- Stacca gas, acqua, elettricità (interruttore generale)
- Non rientrare finché non lo dicono Vigili del Fuoco o tecnici
- Verifica i vicini anziani, soli, con disabilità
- Resta in zona aperta, lontano da edifici e cavalcavia
- NON usare il cellulare se non per emergenza: la rete si satura rapidamente
Prime 24 ore
- Aspetta le scosse di assestamento: possono essere intense e durare giorni
- NON tornare a casa se l’edificio è classificato inagibile (cartello rosso o giallo dei VVF/COM)
- Cerca punto di raccolta della Protezione Civile (tendopoli, centri sportivi, scuole)
- Documenta i danni fotograficamente per assicurazione e richiesta CAS (Contributo Autonomo Sistemazione)
- Iscriviti al registro evacuati del Comune
Prime settimane
- Sopralluogo tecnico: i Vigili del Fuoco classificano gli edifici con cartello A (agibile), B (parzialmente agibile), C (parzialmente inagibile), D (temporaneamente inagibile), E (inagibile), F (inagibile per rischio esterno)
- Pratica con assicurazione casa: scattare foto, conservare scontrini
- CAS, contributi statali, ordinanze: in caso di emergenza nazionale dichiarata, lo Stato attiva contributi specifici (per L’Aquila 2009 e Centro Italia 2016 sono stati erogati per anni)
- Salute mentale: lo shock da terremoto produce PTSD anche dopo settimane. Cerca supporto se necessario
Aspettativa: cosa NON imparare dai film
Mito #1: “L’edificio crolla in 1 secondo”. Realtà: nei terremoti italiani recenti la maggior parte dei crolli avviene durante o subito dopo le scosse, non istantaneamente. Hai i secondi del DROP-COVER-HOLD ON.
Mito #2: “Le ferite gravi vengono da crolli strutturali”. Realtà: nei terremoti italiani la maggior parte delle ferite arriva da mobili che cadono, intonaco, oggetti che volano, vetri. La protezione della testa è più importante del posto.
Mito #3: “Se la casa è nuova è sicura”. Realtà: dipende dalla classe sismica della zona e dalla normativa vigente all’epoca di costruzione. Le case post-2009 (post-L’Aquila) sono progettate secondo standard più severi, ma la maggior parte del patrimonio edilizio italiano è precedente.
Mito #4: “Il terremoto si prevede”. Realtà: no. Nessun sistema al mondo predice con affidabilità un terremoto specifico ore o giorni prima. Esistono early warning systems (Giappone, Cile, Italia con Sismocast) che danno secondi di anticipo dopo che la scossa è iniziata in profondità. Sono utili: bastano 5-10 secondi per gettarsi a terra.
Le zone sismiche italiane (classificazione 2026)
L’Italia è divisa in 4 zone sismiche secondo l’OPCM 3274/2003 e successivi aggiornamenti:
| Zona | Pericolosità | Esempi territori | % popolazione italiana |
|---|---|---|---|
| Zona 1 | Alta (sismicità severa) | L’Aquila, Aosta, Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, intera fascia appenninica centrale | ~13% |
| Zona 2 | Media (terremoti forti possibili) | Roma sud, Napoli (parte), Perugia, Ancona, Bologna, Firenze, Torino sud | ~38% |
| Zona 3 | Bassa (terremoti deboli probabili, forti rari) | Milano, Venezia, Genova, parte della Pianura Padana | ~32% |
| Zona 4 | Bassissima (terremoti molto rari) | Sardegna, parte Lombardia occidentale | ~17% |
Importante: anche in zona 3 e 4 si sono verificati terremoti distruttivi (Emilia 2012, M5.9, zona ufficialmente classificata 3). La classificazione è probabilistica, non un certificato di immunità.
FAQ — Domande frequenti sui terremoti in Italia
Cosa fare durante un terremoto? DROP, COVER, HOLD ON: gettati a terra carponi, riparati sotto un tavolo robusto coprendo la testa, tieni stretto il riparo finché le scosse non finiscono.
È vero che bisogna mettersi sotto la porta? No, è una raccomandazione superata. Era valida per le case in muratura portante dei primi del Novecento, in cui i vani porta erano effettivamente i punti strutturalmente più solidi. Per le case moderne in cemento armato, la porta non offre protezione superiore e può sbattere e ferire. La raccomandazione corretta oggi è drop-cover-hold on sotto un tavolo robusto.
Cosa è il “triangolo della vita”? È una teoria pseudoscientifica diffusa da Doug Copp e screditata da tutte le agenzie ufficiali (FEMA, USGS, Croce Rossa, INGV). Sostiene che bisognerebbe mettersi accanto ai mobili pesanti, non sotto. Non funziona e ha causato ferimenti. La regola ufficiale resta drop-cover-hold on.
Bisogna uscire di casa durante un terremoto? No, durante le scosse bisogna restare dentro. Le strade e i cortili sono il luogo più pericoloso in città: cadono comignoli, balconi, cornicioni, intonaci, vetri di finestre. Si esce dopo che le scosse finiscono, in modo ordinato, usando le scale.
Si può usare l’ascensore in caso di terremoto? No, mai. Anche se sembra funzionare, gli ascensori possono bloccarsi o cedere alle scosse di assestamento. Si usano sempre le scale.
Quanto durano le scosse forti? Tipicamente 15–40 secondi nei terremoti distruttivi italiani. Sembrano interminabili. Le scosse di L’Aquila 2009 sono durate ~25 secondi, quelle di Amatrice 2016 ~30 secondi.
Si possono prevedere i terremoti? No. Nessun sistema al mondo prevede con affidabilità un terremoto specifico. Esistono sistemi di “early warning” che danno secondi di preavviso dopo l’inizio della scossa nel sottosuolo: l’Italia li sta sperimentando con il sistema Sismocast.
Quante zone sismiche ci sono in Italia? 4 zone, da Zona 1 (pericolosità alta) a Zona 4 (pericolosità bassissima). La pericolosità è probabilistica, non assoluta: anche in zona 3 si sono verificati terremoti distruttivi (Emilia 2012).
Cosa fare se sono in auto durante un terremoto? Fermarsi gradualmente, lontano da ponti, cavalcavia, edifici alti, alberi grandi, pali della luce, cartelloni. Restare dentro con cintura allacciata fino al termine delle scosse.
Cosa fare con i bambini? Prima: insegnare DROP-COVER-HOLD ON come un gioco, fare esercitazioni 2 volte all’anno. Durante: coprirli con il proprio corpo se piccoli. Dopo: gestione calma per evitare trauma. Lasciar fare loro un piccolo compito utile.
Quante volte all’anno devo fare l’esercitazione in famiglia? Almeno 2 volte all’anno, primavera e autunno. Bastano 10 minuti. Negli anni l’esercitazione regolare salva tempo di reazione del 30-50% (dati Earthquake Country Alliance).
L’assicurazione casa copre i danni da terremoto? Non automaticamente: la copertura “calamità naturali” o “eventi sismici” è opzionale nella maggior parte delle polizze casa italiane. Verifica le tue condizioni. Nei territori dichiarati in stato di emergenza nazionale lo Stato attiva contributi pubblici (CAS, ordinanze speciali, finanziamenti ricostruzione).
Cosa fare nelle prime 24 ore dopo un terremoto forte? Allontanarsi da edifici danneggiati, attendere la classificazione tecnica (cartelli A/B/C/D/E/F), aspettare le scosse di assestamento, iscriversi al registro evacuati del Comune se necessario, documentare i danni con foto, cercare punto di raccolta della Protezione Civile.
In sintesi
In Italia, un terremoto distruttivo non è uno scenario apocalittico astratto: è una probabilità statistica certa nei prossimi 10-15 anni in molte regioni del Centro-Sud, Friuli, Calabria, Sicilia. La differenza tra ferirsi gravemente e cavarsela è quasi sempre una decisione presa in 3 secondi: gettarsi a terra invece di restare in piedi, mettersi sotto un tavolo invece di correre verso la porta, restare dentro invece di uscire durante le scosse.
L’Italia ha una cultura sismica obsoleta, una raccomandazione classica (la porta) che è superata, e nessuna abitudine di esercitazione regolare. Le 6 cose che fanno la differenza — drop-cover-hold on, conoscere i posti sicuri di casa, avere scarpe accanto al letto, un kit accessibile in 30 secondi, un piano famiglia condiviso, un contatto fuori regione — costano in totale meno di 100 € e mezza giornata di tempo.
L’ultimo terremoto distruttivo italiano è stato 9 anni fa. Il prossimo arriverà. Non sapremo quando, ma sappiamo cosa fare quando i muri inizieranno a tremare. Bastano 30 secondi e una decisione presa prima.
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Articolo aggiornato a maggio 2026 sulla base delle linee guida USGS, FEMA, Earthquake Country Alliance, Protezione Civile italiana (DPC), Croce Rossa Italiana, INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), e Cabinet Office del Giappone.