I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica attiva di 24 crateri tra Napoli e Pozzuoli che dal 2005 mostra una nuova fase di sollevamento del suolo (bradisismo). Al 12 maggio 2026 il sollevamento totale alla stazione GNSS del Rione Terra di Pozzuoli ha raggiunto 162,5 cm, di cui ~25,5 cm solo nell’ultimo anno, mentre la velocità attuale è scesa a 10 ± 5 mm al mese (era 25 mm/mese a ottobre 2025). L’ultima scossa significativa è del 12 maggio 2026 (M 2.6 ore 16:06). La zona rossa comprende 7 comuni e ~500.000 abitanti; il piano di evacuazione nazionale prevede l’allontanamento in 72 ore con destinazioni gemellate in 17 regioni italiane. L’ultima eruzione fu nel 1538 (Monte Nuovo). Nessuno scienziato sta dicendo che un’eruzione è imminente: la sorveglianza INGV resta in Fase 2 di Attenzione (allerta gialla), che è dove siamo da novembre 2024.
Quello che è successo davvero negli ultimi 12 mesi (e quello che NON è successo)
Cominciamo col separare i fatti dai titoli a effetto, perché qui di disinformazione ne gira parecchia.
Cosa è successo davvero: dal gennaio 2025 al maggio 2026 il suolo a Pozzuoli si è alzato di altri 25,5 cm. Il sollevamento totale dal 2005 (inizio dell’attuale fase) è di 162,5 cm. La fumarola Bocca Grande nel cratere della Solfatara continua a scaldarsi (173 °C, in lento aumento da mesi). Il sistema rilascia 1.300 tonnellate di CO₂ al giorno. Sismicità presente ma stabile: 13-50 eventi a settimana, magnitudo quasi sempre inferiore a 2, occasionalmente attorno a 2,5-3. Lo sciame del 13 marzo 2025 con scossa di 4,6 ha portato il governo a chiedere lo stato di emergenza nazionale per l’area.
Cosa NON è successo: nessuna accelerazione drammatica del sollevamento (anzi: rallentamento da 25 mm/mese a 10 mm/mese), nessun segnale geochimico che indichi risalita di magma dalle profondità del sistema, nessun aumento del livello di allerta della Protezione Civile (siamo in Fase 2 da novembre 2024). E soprattutto: nessuna eruzione imminente nei prossimi giorni, settimane o mesi. Chi ti dice il contrario su Telegram sta o vendendoti qualcosa o cercando like.
Detto questo, “non imminente” non significa “non da prendere sul serio”. Una zona dove vivono 500.000 persone sopra un sistema vulcanico attivo merita attenzione, preparazione, e una checklist concreta. Vediamo i numeri, poi cosa fare.
I numeri ufficiali (al 14 maggio 2026)
| Indicatore | Valore | Confronto | Fonte |
|---|---|---|---|
| Sollevamento totale Rione Terra (dal 2005) | 162,5 cm | Eccede i picchi delle crisi 1969-72 e 1982-84 | INGV-OV, febbraio 2026 |
| Sollevamento da gennaio 2025 | ~25,5 cm | +30% rispetto al 2024 | INGV bollettino mensile |
| Velocità attuale di sollevamento | 10 ± 5 mm/mese | Era 25 mm/mese a ottobre 2025 | INGV bollettino settimanale |
| Temperatura fumarola Bocca Grande | ~173 °C | In lento aumento da 18 mesi | INGV geochimica |
| CO₂ emessa dal sistema (Solfatara) | ~1.300 tonn/giorno | Volume di una piccola caldera attiva | INGV/OV |
| Sismi settimanali (media maggio 2026) | 13-30 | Magnitudo max settimanale: 1.1-2.6 | INGV catalogo eventi |
| Magnitudo massima registrata nell’attuale fase | 4,6 (13 marzo 2025) | Massimo storico dal 1984 | INGV |
| Livello di allerta Protezione Civile | Fase 2 — Attenzione (giallo) | Dal novembre 2024 | DPC |
| Ultima eruzione | 1538 (Monte Nuovo) | Preceduta da ~100 anni di sollevamento | INGV / studi storici |
| Popolazione zona rossa | ~500.000 | Distribuita su 7 comuni + Napoli ovest | DPC, Piano Nazionale |
| Popolazione zona gialla | ~800.000 | A rischio caduta ceneri | DPC |
La cronologia che chiarisce dove siamo (e dove eravamo)
| Periodo | Velocità sollevamento | Sismicità | Note |
|---|---|---|---|
| Ott-nov 2025 | 25 mm/mese | In aumento | Picco recente, preoccupazione |
| Dic 2025 – gen 2026 | 15 mm/mese | Stabile | Inizio rallentamento |
| Gen 2026 (5-11) | 15 mm/mese | 71 scosse settimana | Bollettino INGV fanpage |
| Feb 2026 | 10 ± 5 mm/mese | 22-40 eventi/sett | “Plateau” attuale |
| Mar 2026 (2-8) | 10 mm/mese | 47 eventi, max M 2.4 | Stabilità |
| Apr 2026 (13-19) | 10 mm/mese | Sciame a Pisciarelli | INGV segnala possibile aumento (poi smentito) |
| Apr 2026 (27 apr – 3 mag) | 10 mm/mese | 13 eventi, max M 1.1 | Settimana “tranquilla” |
| 12 maggio 2026 | — | Scossa M 2.6 ore 16:06 | Avvertita a Napoli, nessun danno |
Lettura della tabella in una frase: dopo il picco autunnale 2025, il sistema sta rallentando in modo significativo, ma non si è fermato. Resta in attività e va monitorato. Resta. In. Attività.
La zona rossa: chi sei tu, davvero, se vivi qui
La zona rossa è l’area in cui, in caso di eruzione di tipo “sub-pliniana” (lo scenario di riferimento del Piano nazionale), arriverebbero i flussi piroclastici — valanghe di gas, cenere e frammenti a temperature di 300-700 °C e velocità di 100-300 km/h. Da queste non ci si difende, si scappa prima. Per questo l’unica misura prevista è l’evacuazione preventiva totale in fase di “allarme”.
| Tipo di area | Cosa comprende | Abitanti | Cosa rischi |
|---|---|---|---|
| Zona rossa (interi) | Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto | ~250.000 | Flussi piroclastici → evacuazione obbligatoria in 72h |
| Zona rossa (parziali) | Parte di Giugliano in Campania, Marano di Napoli | ~80.000 | Idem |
| Zona rossa (Napoli) | Soccavo, Pianura, Bagnoli, Fuorigrotta + parte di San Ferdinando, Posillipo, Chiaia, Arenella, Vomero, Chiaiano, Montecalvario | ~170.000 | Idem |
| Zona gialla | Villaricca, Calvizzano, Marano, Mugnano, Melito, Casavatore + 24 quartieri di Napoli | ~800.000 | Ricaduta cenere → possibile crollo tetti, sgombero temporaneo |
| Zona di intervento bradisismo (DL 140/2023) | Pozzuoli + Bagnoli + parte Soccavo/Pianura/Posillipo | 84.961 (15.516 edifici) | Verifica di vulnerabilità degli edifici |
| Zona di intervento ristretta | Aree con sollevamento ≥ 30 cm dal 2015 | 33.653 (6.929 edifici) | Piano straordinario edifici pubblici e privati |
Per sapere esattamente se rientri in una di queste zone: vai sulla mappa ufficiale della Protezione Civile e digita il tuo indirizzo. Non basarti su quello che ti dice il vicino al bar. Non basarti sui post di Facebook. Vai sulla mappa.
Come funziona il piano di evacuazione in 72 ore (le tre fasi)
Il piano nazionale prevede tre fasi di allerta (Attenzione → Pre-allarme → Allarme), ognuna corrispondente a un livello di attività vulcanica. Siamo in Attenzione ed è dove siamo dal novembre 2024.
| Fase | Cosa significa | Cosa devi fare |
|---|---|---|
| 1 — Base (verde) | Attività ordinaria | Sapere dove vivi (zona rossa/gialla), conoscere il piano |
| 2 — Attenzione (giallo) — SIAMO QUI | Variazioni rispetto al livello base | Aggiornare i propri contatti, ripassare il piano familiare |
| 3 — Pre-allarme (arancione) | Aumento significativo dei parametri | Allontanamento volontario possibile: chi vuole può andarsene autonomamente (seconda casa, parenti, affitto) ricevendo un contributo statale |
| 4 — Allarme (rosso) | Eruzione probabile entro giorni | Evacuazione obbligatoria di tutta la zona rossa in 72 ore |
Il cronoprogramma delle 72 ore (fase di Allarme)
- Prime 12 ore: attivazione del piano. Le autorità informano via IT-alert, sirene, TV/radio. I cittadini si preparano (documenti, valigia, animali). Aree di attesa attivate in ogni comune.
- Successive 48 ore: evacuazione cadenzata. Ogni comune della zona rossa parte secondo un cronoprogramma definito. Chi sceglie il trasporto assistito va alle Aree di attesa → Aree di incontro → trasferimento in bus/treno/nave verso le regioni gemellate. Chi va autonomamente segue le vie d’uscita stradali stabilite.
- Ultime 12 ore: margine di sicurezza per recuperi e operatori della Protezione Civile.
Le regioni gemellate (dove finisci se ti evacuano assistito)
| Quartiere/Comune zona rossa | Regione di accoglienza |
|---|---|
| Pozzuoli | Lombardia |
| Bacoli | Emilia-Romagna |
| Quarto | Marche |
| Monte di Procida | Umbria |
| Bagnoli (NA) | Basilicata + Calabria |
| Fuorigrotta (NA) | Lazio |
| Pianura (NA) | Puglia |
| Soccavo (NA) | Toscana |
| Chiaia + parte San Ferdinando (NA) | Sicilia |
| Posillipo (NA) | Sardegna |
| Vomero, Arenella, Chiaiano (NA) | Piemonte, Liguria, Veneto, FVG |
In caso di evacuazione assistita, lo Stato copre trasporto, alloggio (alberghi, palazzetti, scuole, case sfitte) e contributo economico per il sostentamento. La permanenza nelle regioni gemellate è “a tempo indeterminato”: ovvero, fino a quando l’area di origine non sarà dichiarata di nuovo agibile.
La checklist concreta per chi vive in zona rossa (zero panico, massima preparazione)
Niente bunker antiatomici. Niente liofilizzati per 6 mesi. Quello che segue è il livello realistico di preparazione che la Protezione Civile stessa raccomanda — e che il 95% delle famiglie della zona rossa non ha.
A. Documenti e informazioni (priorità assoluta)
- Cartella documenti pronta: carta d’identità, passaporto, codice fiscale, tessera sanitaria, atti di proprietà casa, polizze, contratti — di tutti i membri della famiglia. Originali in una cartellina impermeabile, copie digitali su cloud (Google Drive, iCloud) e su una chiavetta USB.
- Quaderno cartaceo dei contatti: numeri di parenti, medici, scuola dei figli, datore di lavoro, assicurazione. Scritti a mano, perché se il telefono si scarica o la rete cade, la rubrica del cellulare non ti serve.
- Sapere il proprio Comune di appartenenza e l’Area di attesa assegnata. È pubblica, è scritta nei piani comunali. A Napoli sono 17 le aree di attesa per il rischio Campi Flegrei. Conoscere la propria area di attesa è il singolo dato più importante per chi vive in zona rossa.
- Verificare la regione gemellata del proprio quartiere. Se ti dicono “Lombardia” e tu sai già che hai parenti in Veneto, l’allontanamento volontario in fase di pre-allarme (verso casa di parenti) ti conviene di più.
B. Kit di evacuazione (da tenere pronto)
Lo zaino non è “prepping da militare”: è uno zaino da viaggio che resta pronto, in modo che se scatta l’allarme alle 3 di notte tu non debba pensare. Massimo 8-10 kg per persona (poi devi portarlo in autonomia).
- Cambio di vestiti per 3-4 giorni (compresi indumenti pesanti: ottobre-marzo a Pozzuoli è clima diverso da ottobre-marzo a Trieste)
- Farmaci personali per almeno 10 giorni + prescrizioni mediche (i farmaci salvavita: insulina, anticoagulanti, antiepilettici — verifica con il medico la conservabilità)
- Kit di primo soccorso base
- Acqua (almeno 3 litri) e cibo non deperibile per 24-48 ore
- Power bank carico + cavi
- Torcia frontale + batterie di scorta
- Mascherine FFP2 (per la cenere) e occhiali protettivi
- 200-300 € in contanti, in piccoli tagli
- Articoli per bambini (pannolini, latte in polvere, gioco preferito) o per anziani (occhiali, dentiera, ausili)
- Cibo + ciotola + guinzaglio + libretto sanitario per gli animali domestici
- Una copia del Piano famiglia (vedi punto C)
C. Piano famiglia (l’unica cosa che davvero salva)
Una pagina, scritta. Con dentro:
- Punto di ritrovo principale e secondario: dove ci si ritrova se il telefono non funziona. Es: “Davanti alla farmacia di via X” e “Casa della zia Y a Caserta”.
- Persona-contatto fuori area: un parente in un’altra regione (Roma, Milano) a cui tutti i membri della famiglia chiamano per fare il check-in. Quando le linee locali sono intasate, le interregionali spesso funzionano.
- Ruoli per ogni membro: chi prende il cane, chi i nonni, chi i documenti.
- Decisione “auto o assistito”: in caso di allarme, partite con la macchina o usate l’evacuazione assistita? Discutetelo adesso, non nel panico delle 72 ore.
- Backup digitali: dove sono le foto, i documenti scansionati, l’inventario casa per l’assicurazione.
Costo del piano famiglia: zero. Tempo: 90 minuti a cena. È la cosa con il miglior ROI nell’intera preparazione civile.
D. Casa “pronta al peggio” (la versione realistica)
- Verifica di vulnerabilità sismica dell’edificio: se vivi nella “zona di intervento ristretta” (33.653 persone) hai diritto al Piano straordinario di analisi della vulnerabilità del DL 140/2023. Richiedilo al tuo Comune.
- Polizza assicurativa contro eventi catastrofali: dal 1° aprile 2025 obbligatoria per le imprese, facoltativa per le case private ma fortemente consigliata se vivi in zona rossa o di intervento. Costo medio: 80-300 €/anno.
- Manutenzione tetti e tegole: in caso di caduta cenere (zona gialla, ma anche bordo della rossa), pochi cm di cenere bagnata su un tetto fragile bastano a farlo collassare. Verifica strutturale ogni 3-5 anni.
- Materiali fragili in casa: lampadari pesanti, mensole non ancorate, mobili alti senza ancoraggio = bomba in caso di scossa M 4+. Costo per fissarli: 50 € di staffe e un pomeriggio di lavoro.
E se davvero un giorno scatta l’allarme? Lo scenario operativo
Ipotizziamo lo scenario peggiore realistico: l’INGV osserva variazioni significative dei parametri (sismicità, deformazione, geochimica) e la Commissione Grandi Rischi raccomanda il passaggio a Pre-allarme (arancione). Cosa succede?
| Tempo | Evento | Cosa devi fare |
|---|---|---|
| T+0 (Pre-allarme dichiarato) | Comunicazione via IT-alert, TG, sirene | Ripassare il Piano famiglia, controllare lo zaino |
| T+0 → T+settimane | Fase di osservazione intensiva | Possibile allontanamento volontario verso parenti/seconda casa (con contributo statale) |
| Eventuale T+? (Allarme rosso) | Dichiarazione di Allarme | Tutti devono lasciare la zona rossa entro 72 ore |
| T_allarme+0 a +12 ore | Attivazione | Andare nell’Area di attesa (se assistito) o partire (se autonomo) |
| T_allarme+12 a +60 ore | Evacuazione cadenzata | Trasferimento nelle regioni gemellate |
| T_allarme+60 a +72 ore | Chiusura | Margine di sicurezza |
| T_allarme+72 ore | Zona rossa evacuata | Inizia l’attesa nella regione gemellata |
Quanto tempo passa tra pre-allarme e allarme? Non c’è una risposta certa. Potrebbero essere giorni, settimane, mesi o anche niente: il sistema potrebbe tornare alla fase di Attenzione senza arrivare all’Allarme. La storia geologica dei Campi Flegrei mostra fasi di sollevamento che si sono protratte per decenni senza eruzione (l’attuale fase è iniziata nel 2005, sono 21 anni di sollevamento intermittente).
FAQ — Le domande che ci arrivano davvero
I Campi Flegrei eruteranno presto? Nessuno scienziato lo sta dicendo. L’INGV mantiene il livello di allerta in Fase 2 di Attenzione (giallo) e ha confermato in tutti i bollettini settimanali del 2026 che non ci sono indicatori di risalita magmatica nei livelli più superficiali del sistema. Il rallentamento del sollevamento dei mesi recenti (da 25 a 10 mm/mese) va nella direzione opposta a un’escalation. Detto questo, non si può escludere nulla in un orizzonte di anni o decenni.
Devo trasferirmi se vivo in zona rossa? È una scelta personale che dipende da molti fattori: età, lavoro, famiglia, capacità economica, tolleranza al rischio. Il Decreto Campi Flegrei (2023) ha introdotto contributi per chi sceglie di delocalizzarsi volontariamente in fase di pre-allarme, ma non in fase di Attenzione. Se non vuoi/non puoi trasferirti, la cosa giusta da fare è preparare la famiglia secondo la checklist (kit, documenti, piano).
La mia casa è sicura? Dipende da quando è stata costruita, con quali materiali, e in quale area precisa. Le case in muratura non antisismica costruite prima del 1980 sono le più vulnerabili. Se vivi nella “zona di intervento ristretta” (Pozzuoli centro, Bagnoli, parte di Soccavo/Pianura/Posillipo) hai diritto a una verifica di vulnerabilità sismica gratuita prevista dal DL 140/2023. Chiedila al Comune.
Devo prendere lo iodio (ioduro di potassio)? No. Lo iodio serve in caso di incidenti nucleari, per proteggere la tiroide dal rilascio di iodio-131. Un’eruzione vulcanica non rilascia materiale radioattivo. Non comprare iodio “per i Campi Flegrei”, è soldi buttati e potenzialmente pericoloso (lo iodio assunto senza necessità può causare ipertiroidismo).
Cosa devo fare quando c’è una scossa? Se sei in casa: allontanarsi da mobili pesanti, finestre, oggetti che possono cadere. Rifugiarsi sotto un tavolo robusto o in corrispondenza di muri portanti. Non uscire correndo per le scale durante la scossa (la maggior parte degli incidenti accade lì). Quando la scossa finisce, esci con calma, verifica chi c’è in famiglia, vai in un’area aperta lontano da edifici. Non rientrare finché non hai verificato che non ci siano crepe strutturali.
Le scuole sono sicure? Le scuole della zona di intervento sono state oggetto del Piano straordinario di verifica del DL 140/2023. Molte sono state già sottoposte a interventi di consolidamento. Tutte hanno piani di evacuazione e prove periodiche. Chiedi al dirigente scolastico l’ultima certificazione di vulnerabilità sismica dell’edificio dove va tuo figlio — è un tuo diritto.
Posso comprare casa a Pozzuoli adesso? Tecnicamente sì. Economicamente, dipende: i prezzi medi sono scesi del 12-18% rispetto al 2022 nelle aree più esposte. Per chi cerca un investimento a breve, è rischioso. Per chi cerca una casa-vita e accetta il rischio (in cambio di un prezzo più basso e della propria scelta consapevole), è una valutazione personale. Verifica sempre: anno di costruzione, certificazione antisismica, polizza catastrofale, distanza dall’epicentro storico delle scosse, e — soprattutto — collocazione esatta nella mappa delle zone di intervento.
Quindi, in conclusione
Vivere ai Campi Flegrei nel 2026 significa convivere con un sistema vulcanico che si muove, ma in modo sufficientemente lento e monitorato perché la scienza possa darci segnali in tempo utile. Il piano di evacuazione esiste, è pubblico, è dettagliato, e funziona — se sai dove devi andare, con chi, e con cosa.
Il rischio reale per i prossimi 12-24 mesi non è “l’eruzione che cancella Pozzuoli”. Sono le scosse moderate (M 3-4) che continueranno a essere frequenti, con qualche danno a edifici fragili. Possibili fasi di pre-allarme se il sollevamento riaccelera. Forse — speriamo di no — una scossa più forte.
Quello che NON è un rischio reale: l’apocalisse imminente di cui parlano i canali Telegram dei venditori di angoscia. Se uno scenario sub-pliniano fosse alle porte, l’INGV ce lo direbbe. Ci direbbero molte cose, lo Stato attiverebbe il piano, e tu avresti il tempo che il piano ti garantisce — 72 ore di evacuazione preventiva su un evento che ha tempi geologici, non telegrafici.
Quindi, ricapitolando, le cose da fare se vivi qui sono cinque, in ordine di importanza:
- Sapere se sei in zona rossa, gialla o di intervento (mappa Protezione Civile, 2 minuti).
- Conoscere la tua Area di attesa e la tua regione gemellata.
- Avere un Piano famiglia scritto, di una pagina.
- Tenere uno zaino pronto da 8-10 kg.
- Iscriverti agli alert ufficiali del Comune e di IT-alert.
Boring? Sì. Funziona? Anche.
E se la prossima settimana qualcuno su Telegram ti dice che ha “informazioni riservate” di un’eruzione tra 90 giorni, due cose: prima, ricorda che la previsione dell’attività vulcanica è un campo dove neanche gli scienziati con strumenti da decine di milioni di euro fanno previsioni a 90 giorni. Seconda, blocca il contatto e disinstalla Telegram per una settimana. Ti farà bene.